giovedì 29 gennaio 2026

LA DEPRESSIONE MAGGIORE IN COMORBILITÀ CON IL DISTURBO DA USO DI SOSTANZE: CLINICA E TERAPIA. LE DIECI COSE DA SAPERE

Id Provider: 2091

Evento n°  468089 


Data inizio: 07/01/2026 

Data fine:    31/08/2026        


Crediti assegnati: 7

Corso gratuito

https://formazioneadistanza.expopoint.it/courses/2075

                                        

La comorbilità psichiatrica è una condizione tutt’altro che infrequente. Tutti i disturbi mentali risultano associati a un consumo di sostanze superiore rispetto alla popolazione generale e, nella maggior parte dei casi, la dipendenza si accompagna alla presenza di un’altra patologia psichiatrica. Le forme cliniche più severe di dipendenza interessano circa il 10% delle persone esposte alle sostanze d’abuso. Almeno il 30% dei soggetti con diagnosi psichiatrica fa uso di alcol o droghe, spesso come strategia disfunzionale di gestione del disagio, mentre oltre il 50% delle persone con disturbo da uso di sostanze sviluppa nel corso della vita un disturbo psichiatrico.

Nonostante l’elevata prevalenza della doppia diagnosi, circa la metà delle persone che ne sono affette non riceve alcun trattamento né per il disturbo mentale né per quello da uso di sostanze; solo una quota estremamente ridotta, pari a circa il 9%, accede a un percorso di cura integrato per entrambe le condizioni.

Tra le patologie psichiatriche maggiormente associate alle dipendenze, la depressione riveste un ruolo di primo piano, con tassi di comorbilità che raggiungono circa il 20% nei soggetti con disturbi da uso di sostanze. La depressione è una patologia ad alta prevalenza e in costante aumento: colpisce oltre 300 milioni di persone nel mondo ed è la principale causa di disabilità nei Paesi occidentali. In Italia rappresenta il disturbo mentale più diffuso, interessando più di 2,8 milioni di persone a partire dai 15 anni di età, con una prevalenza circa doppia nel sesso femminile rispetto a quello maschile.

Numerose evidenze dimostrano una stretta relazione tra la gravità del disturbo da uso di alcol e l’intensità del disturbo depressivo maggiore nei pazienti con comorbilità. La depressione aumenta infatti il rischio di consumo di sostanze, favorisce le ricadute e contribuisce alla cronicizzazione della dipendenza. Tuttavia, la componente depressiva che sottende il comportamento di consumo o l’adozione di condotte a rischio viene frequentemente sottodiagnosticata e, di conseguenza, non adeguatamente trattata.

I disturbi dell’umore rappresentano uno dei principali fattori che sostengono l’uso ripetuto di sostanze; per questo motivo, nella pratica clinica è fondamentale esplorare il ruolo dell’umore negativo nelle ricadute dei pazienti con dipendenza. Un trattamento efficace della depressione può ridurre il consumo di sostanze e migliorare l’evoluzione del disturbo da uso di sostanze, considerando la maggiore vulnerabilità delle persone con patologie psichiatriche allo sviluppo di comportamenti di dipendenza.

Le evidenze scientifiche indicano che la gestione della patologia duale risulta realmente efficace solo quando gli obiettivi terapeutici sono condivisi e coordinati tra tutti i professionisti coinvolti nella presa in carico del paziente.

Questa FAD si propone come un approfondimento specifico sul tema della depressione in comorbilità con il disturbo da uso di sostanze, con l’obiettivo di fornire strumenti clinici e terapeutici utili a una presa in carico integrata ed efficace della doppia diagnosi.

mercoledì 28 gennaio 2026

13° CONVEGNO AIC LA DIETA SENZA GLUTINE: DAGLI ASPETTI NUTRIZIONALI ALLA CLINICA

Id Provider: 5920

Evento n° 469829  


Data inizio:  01/01/2026 

Data fine:   30/06/2026   


Crediti assegnati: 5

Corso gratuito

https://formed.salavirtuale.com/enrol/index.php?id=339


Sebbene la dieta priva di glutine rappresenti attualmente l’unico trattamento efficace per la celiachia, la sua gestione nella vita quotidiana può risultare complessa. Le persone affette dalla patologia devono infatti affrontare numerose criticità, tra cui il rischio di contaminazione alimentare, la difficoltà nel mantenere una rigorosa aderenza dietetica, il corretto equilibrio nutrizionale, l’impatto economico dei prodotti dedicati e la circolazione di informazioni errate o di falsi miti.

Il Convegno ECM, giunto alla sua tredicesima edizione, nasce con l’obiettivo di fornire un aggiornamento puntuale alla comunità medica e scientifica sulle più recenti evidenze in tema di dieta senza glutine. L’evento approfondirà aspetti chiave quali il monitoraggio della compliance, il quadro normativo nazionale ed europeo, le metodiche di analisi del glutine, le implicazioni nutrizionali e il significato clinico dell’assunzione di tracce minime di glutine.

CANDIDA AURIS: LA SFIDA DIAGNOSTICA TRA SCREENING E SORVEGLIANZA ATTIVA

Id Provider: 1541

Evento n°  469429 


Data inizio:  01/02/2026

Data fine:  31/12/2026      


Crediti assegnati: 3

Corso gratuito

https://www.fadamcli.it/candida-auris/home/


Candida auris (C. auris) è un fungo emergente ad alta resistenza ai trattamenti antifungini, capace di colonizzare la cute e di persistere a lungo nell’ambiente ospedaliero grazie alla formazione di biofilm su superfici e dispositivi medici. La sua straordinaria capacità di sopravvivenza e la difficoltà di eradicazione lo rendono una delle principali minacce attuali per la sicurezza dei pazienti in ambito sanitario.

In Italia, la diffusione di C. auris è in costante e preoccupante aumento. In questo scenario, la diagnosi precoce e l’applicazione rigorosa di misure di prevenzione e controllo delle infezioni rappresentano gli strumenti più efficaci per contenere la trasmissione.

La FAD asincrona offre un aggiornamento approfondito sullo stato dell’arte relativo a C. auris, ponendo particolare enfasi sul ruolo strategico della diagnostica di laboratorio — in particolare delle metodiche molecolari — nel supporto alle strategie di sorveglianza, contenimento e gestione tempestiva dei pazienti.

Attraverso moduli formativi dedicati, il corso guida i partecipanti nella comprensione dei meccanismi di resistenza, delle tecniche di identificazione e delle buone pratiche di prevenzione del rischio infettivo, fornendo indicazioni applicabili ai diversi contesti ospedalieri.




IDROSADENITE SUPPURATIVA, UNA MALATTIA COMPLESSA

Id Provider: 3934

Evento n°  467219 


Data inizio: 01/01/2026

Data fine:   31/05/2026    


Crediti assegnati: 3

Corso gratuito

https://www.adoifad.it/moodle/enrol/index.php?id=17

La FAD è progettata per fornire un approfondimento strutturato e aggiornato sull’idrosadenite suppurativa, con un focus sui principali meccanismi patogenetici, sulle manifestazioni cliniche, sulle comorbidità associate e sulle opzioni terapeutiche attualmente disponibili. Particolare attenzione sarà riservata all’impatto della malattia sulla qualità di vita dei pazienti, considerando le significative conseguenze sia sul piano fisico sia su quello psicologico. In linea con le più recenti linee guida e le nuove prospettive terapeutiche, il percorso formativo affronterà inoltre in modo specifico la gestione farmacologica e chirurgica dell’idrosadenite suppurativa, offrendo strumenti pratici per una presa in carico efficace e appropriata di questa patologia complessa.

martedì 27 gennaio 2026

PROGETTO EDUCAZIONALE SULL'IMPATTO DELL'USO DI GLUCOCORTICOIDI NELLA DONNA CON OSTEOPOROSI POST-MENOPAUSALE

Id Provider: 5468

Evento n°  466197 


Data inizio: 01/01/2026

Data fine:   30/12/2026     


Crediti assegnati: 13,5

Corso gratuito

https://aicgroup.it/2025/12/18/fad-progetto-educazionale-sull-impatto-delluso-di-glucocorticoidi-nella-donna-con-osteoporosi-post-menopausale/

Le caratteristiche peculiari dell’osteoporosi indotta da glucocorticoidi (GIO), rispetto all’osteoporosi post-menopausale, rendono necessario un approfondimento specifico su entrambe le condizioni, che possono coesistere nella stessa paziente. Il progetto formativo è strutturato attorno a cinque ambiti tematici fondamentali.

1. Fisiopatologia
I glucocorticoidi esercitano un impatto complesso sul metabolismo osseo attraverso molteplici meccanismi: agiscono direttamente sulle cellule dell’osso, alterando l’equilibrio tra formazione e riassorbimento, e interferiscono con la componente minerale modificando l’omeostasi del calcio e della vitamina D. Inoltre, influenzano diversi assi ormonali coinvolti nella salute scheletrica e compromettono la componente muscolare dell’unità muscolo-scheletrica. Parallelamente, la carenza estrogenica tipica della menopausa rappresenta un ulteriore fattore di incremento dell’attività osteoclastica e del turnover osseo.

2. Limitata consapevolezza clinica
Nonostante l’uso diffuso dei glucocorticoidi e la solida evidenza del loro ruolo nel determinare un aumento del rischio osteoporotico, la prevenzione, la diagnosi e il trattamento della GIO risultano ancora insufficienti, in particolare nelle donne in post-menopausa. I dati indicano che solo una minoranza dei pazienti in terapia cortisonica cronica viene sottoposta a valutazione densitometrica mediante DXA e che, nella maggior parte dei casi, il trattamento antiosteoporotico viene avviato solo dopo il verificarsi di una frattura. Anche la supplementazione con calcio e vitamina D e il counseling al paziente sono spesso inadeguati, contribuendo a una gestione subottimale delle complicanze osteometaboliche.

3. Specificità diagnostiche
Nelle pazienti in post-menopausa in trattamento con glucocorticoidi è indicata l’esecuzione di una densitometria ossea (DXA), tenendo conto però che la sola valutazione della densità minerale ossea può sottostimare il rischio di frattura nella GIO, in quanto non fornisce informazioni sulla qualità dell’osso. È quindi fondamentale integrare la DXA con il Trabecular Bone Score (TBS), ottenibile dalla stessa acquisizione senza ulteriore esposizione a radiazioni, che consente di valutare la microarchitettura trabecolare ed è particolarmente predittivo del rischio di frattura nella GIO. Considerato l’elevato rischio di fratture vertebrali, è inoltre sempre raccomandata la ricerca sistematica di deformità vertebrali morfometriche.

4. Stratificazione del rischio di frattura
La valutazione del rischio fratturativo nella GIO deve essere personalizzata e basata su una molteplicità di fattori, tra cui età, sesso e stato menopausale, dose, durata e tipologia della terapia cortisonica, nonché la patologia di base che ne ha determinato l’impiego (reumatologica, pneumologica, gastroenterologica, neurologica o oncologica).

5. Prevenzione e trattamento
La prevenzione e la gestione terapeutica della GIO rappresentano una priorità per tutti i clinici che prescrivono glucocorticoidi, oltre che per gli specialisti che si occupano di osteoporosi. I pilastri dell’approccio includono l’uso appropriato dei glucocorticoidi, un’adeguata supplementazione di calcio e vitamina D e l’impiego di terapie farmacologiche antiriassorbitive o anaboliche, in accordo con le più recenti linee guida e le indicazioni AIFA (Nota 79). In questo contesto, il teriparatide costituisce l’unica terapia osteoanabolica attualmente indicata sia per l’osteoporosi post-menopausale sia per la GIO, mentre abaloparatide e romosozumab risultano al momento indicati esclusivamente per l’osteoporosi post-menopausale.

Dossier formativo ECM: individuale e di gruppo. Cosa sono e come crearli

Il dossier formativo rappresenta uno strumento centrale del sistema ECM (Educazione Continua in Medicina), pensato per supportare i professionisti sanitari nella pianificazione consapevole e coerente del proprio percorso di aggiornamento.

Non è soltanto un adempimento burocratico, ma un vero e proprio progetto di sviluppo professionale, che consente di allineare la formazione agli obiettivi di competenza, al ruolo svolto e ai bisogni reali della pratica clinica.

Cos’è il dossier formativo

Il dossier formativo è un documento digitale, previsto dal Programma Nazionale ECM, che raccoglie e organizza gli obiettivi formativi di riferimento per un determinato triennio ECM.

Può essere strutturato in due modalità:

  • Dossier formativo individuale

  • Dossier formativo di gruppo

Entrambe le tipologie hanno lo scopo di rendere la formazione più mirata, pertinente e misurabile.

Il dossier formativo individuale

Il dossier formativo individuale è costruito direttamente dal singolo professionista sanitario e riflette il suo specifico percorso di crescita.

Attraverso il dossier individuale, il professionista definisce:

  • le aree di interesse professionale;

  • le competenze da consolidare o sviluppare;

  • la coerenza tra attività formativa e ruolo ricoperto.

Questo strumento favorisce una formazione personalizzata e responsabilizza il professionista nella scelta degli eventi ECM più utili e pertinenti.

Il dossier formativo di gruppo

Il dossier formativo di gruppo è pensato per contesti organizzativi strutturati, come:

  • aziende sanitarie;

  • ospedali e ASL;

  • studi associati;

  • équipe multidisciplinari;

  • reti professionali.

In questo caso, il dossier viene costruito partendo da obiettivi formativi condivisi, coerenti con:

  • la mission dell’organizzazione;

  • i bisogni assistenziali del territorio;

  • i percorsi clinico-assistenziali adottati;

  • le competenze richieste al team.

Il dossier di gruppo consente di:

  • armonizzare la formazione dei professionisti;

  • favorire l’integrazione multiprofessionale;

  • migliorare la qualità e l’appropriatezza delle cure;

  • rafforzare la cultura della formazione continua all’interno delle organizzazioni.

Ogni professionista aderente mantiene comunque la responsabilità individuale del proprio percorso ECM, ma all’interno di una cornice comune.

Perché il dossier è importante

Sia nella forma individuale che di gruppo, il dossier formativo offre numerosi vantaggi:

  • promuove una formazione orientata alle competenze;

  • migliora la qualità dell’aggiornamento professionale;

  • consente l’accesso a premialità ECM (riduzione del debito formativo fino al 30%, secondo le disposizioni vigenti);

  • favorisce una maggiore consapevolezza del proprio ruolo professionale.

In questo modo, l’obbligo ECM diventa uno strumento strategico di miglioramento continuo.

Come si crea il dossier formativo

La creazione del dossier, individuale o di gruppo, avviene tramite il portale Co.Ge.A.P.S., che gestisce l’anagrafe nazionale dei crediti ECM.

I principali passaggi sono:

  1. Accesso al portale Co.Ge.A.P.S.
    Tramite SPID, CIE o CNS.

  2. Selezione della sezione “Dossier formativo”
    È possibile scegliere se creare o aderire a un dossier individuale o di gruppo.

  3. Definizione degli obiettivi formativi
    Gli obiettivi sono selezionati tra quelli previsti dal Programma Nazionale ECM e suddivisi in:

    • obiettivi tecnico-professionali;

    • obiettivi di processo;

    • obiettivi di sistema.

  4. Attribuzione delle percentuali
    A ogni obiettivo viene assegnato un peso percentuale sul totale dei crediti previsti.

  5. Salvataggio e validazione
    Il dossier resta valido per l’intero triennio, con possibilità di aggiornamento in caso di cambiamenti professionali o organizzativi.

Dossier formativo e crediti ECM

I crediti ECM acquisiti vengono automaticamente confrontati con gli obiettivi dichiarati nel dossier.
Se almeno il 70% dei crediti risulta coerente con il dossier (individuale o di gruppo), il professionista matura il diritto alla premialità ECM.

Per questo è fondamentale:

  • scegliere obiettivi realistici;

  • evitare impostazioni troppo generiche;

  • mantenere coerenza tra formazione svolta e attività professionale.

Un nuovo modo di intendere la formazione

Il dossier formativo, sia individuale sia di gruppo, rappresenta un cambiamento culturale importante: dalla semplice accumulazione di crediti a una formazione programmata, pertinente e orientata alla qualità delle cure.

Per il professionista sanitario significa diventare protagonista del proprio aggiornamento; per le organizzazioni, investire in competenze significa investire in sicurezza, efficacia e sostenibilità del sistema sanitario.



INFIAMMAZIONE, IMMUNITÀ E ALLERGIA: FALSI MITI E REALTÀ

Id Provider: 148

Evento n°  467753 


Data inizio:  15/01/2026

Data fine:   22/12/2026     


Crediti assegnati: 3

Corso gratuito

https://biomedia.net/15188/


Il percorso formativo analizza l’infiammazione nelle sue molteplici espressioni, dalle basi biologiche e fisiopatologiche alle manifestazioni allergiche, fino agli aspetti pratici della gestione clinica di febbre e dolore in ambito di pronto soccorso.

Programma del corso:

Le basi biologiche dell’infiammazione 

Infiammazione allergica 

Infiammazione, febbre e dolore al PS  

L’avvocato del diavolo 

CORSI TRAINING ECM

HCC Evento n°  486741 https://trainingecm.womblab.com/event/984/showCard IP Evento n°  486586 https://trainingecm.womblab.com/event/975/show...