Id Provider: 275
Evento n° 494308
Data inizio: 15/11/2026
Data fine: 14/11/2027
Crediti assegnati: 4
Corso gratuito
https://infomed-ecm.it/event/1504/showCard
Il test del sudore validato nel 1959 è un test non invasivo che può essere eseguito su tutti i soggetti,
anche in epoca neonatale, per dirimere il quesito diagnostico sulla fibrosi cistica (FC). I sintomi che più
frequentemente inducono il medico a richiedere il test del sudore sono: nel bambino: infezioni
respiratorie ricorrenti, diarrea cronica, scarsa crescita, grave disidratazione nel periodo estivo;
nell'adulto: pancreatite cronica o ricorrente, infertilità maschile, rinosinusite cronica, infezioni
polmonari ricorrenti o croniche. Tutti questi sintomi possono essere dovuti ad una forma di fibrosi
cistica non ancora riconosciuta. È importante diagnosticare questa condizione al fine di instaurare il
più precocemente possibile il trattamento più idoneo ed eƯicace. Inoltre il test viene richiesto nei
lattanti che sono risultati positivi al programma di screening neonatale per fibrosi cistica, ormai diffuso
in tutte le Regioni Italiane, proprio perché il programma di screening seleziona neonati a rischio di
malattia nei quali è necessaria la conferma per mezzo anche del test del sudore. Le persone affette da
FC hanno un alto contenuto di sale nel loro sudore e questo ha consentito negli anni '50 di mettere a
punto un test diagnostico che misura la concentrazione di sale (cloruro) nel sudore. Il test consiste
principalmente in due fasi:
1) stimolazione tramite pilocarpina del sudore in una ristretta area cutanea
e raccolta del campione di sudore;
2) misura del contenuto di cloro nel campione di sudore. Nella
maggior parte dei casi i risultati mostrano molto chiaramente o un livello elevato di sale nel sudore
(anormale, patologico, definito anche TEST DEL SUDORE POSITIVO) o normale (definito anche TEST DEL
SUDORE NEGATIVO).
Un risultato positivo può quindi significare che il soggetto può essere affetto da
fibrosi cistica, ma la diagnosi finale dovrà tenere conto, oltre che dei risultati del test, di altri sintomi e
dati clinici o di laboratorio. Talvolta i risultati possono risultare in un intervallo dubbio che non permette
la diagnosi o la esclusione della malattia e il test deve essere ripetuto. In alcuni casi il test può avere
necessità di essere ripetuto per ragioni tecniche, quali ad esempio una scarsa quantità di sudore
raccolto. In caso di test del sudore POSITIVO o DUBBIO è raccomandata l’esecuzione di un secondo
test. In casi altamente selezionati sarà necessario eseguire ulteriori accertamenti diagnostici. Il test del
sudore però trova anche ulteriori ambiti di applicazione: viene ripetuto nel tempo con cadenza variabile
nei soggetti che hanno designazione diagnostica di CFSPID in epoca neonatale e nei soggetti con
etichetta diagnostica CFTR-RD per valutare se nel tempo la proteina CFTR (proteina ubiquitaria
principalmente preposta al trasporto di cloro e che risulta difettosa o carente/assente nei pazienti
aƯetti) mantiene la sua funzione. Questa informazione in aggiunta ad un attento monitoraggio dei dati
clinici serve a distinguere i soggetti che sono a rischio di evolvere verso una forma di fibrosi cistica. Il
test del sudore da diversi anni viene anche impiegato per monitorare gli effetti della terapia con farmaci
innovativi, chiamati modulatori del CFTR, ma anche a valutare l'aderenza a questa terapia da parte dei
pazienti.
Questa duplice tecnologia infine è impiegata in tutti i trial clinici in fibrosi cistica. Il test del sudore, per
quanto automatizzato, resta comunque un test la cui affidabilità nell'esecuzione e nell'interpretazione
dei risultati è principalmente dipendente dall'expertise degli operatori dedicati al test; pertanto, diventa
fondamentale standardizzare la formazione e verificare periodicamente la competenza.

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