domenica 19 aprile 2026

INIBIZIONE DEL COMPLEMENTO NELLA SEUA E OLTRE: GESTIONE INTEGRATA DEL PAZIENTE TRAPIANTATO DI RENE

Id Provider: 3738

Evento n°477556 


Data inizio: 20/04/2026 

Data fine: 19/04/2027         


Crediti assegnati: 5

Corso gratuito

https://www.nsmcongressifad.it/enrol/redirect_folder.php?id=113

La Sindrome Emolitico-Uremica atipica (SEUa) e le patologie complemento-mediate costituiscono un’area di notevole complessità clinica, soprattutto nell’ambito del trapianto renale. L’attivazione del complemento riveste infatti un ruolo fondamentale non solo nella patogenesi della SEUa, ma anche nei processi di danno da ischemia-riperfusione, nel rigetto anticorpo-mediato precoce post-trapianto e nelle recidive di glomerulonefriti in cui il danno infiammatorio dipende totalmente o in parte dal complemento.

Il paziente sottoposto a trapianto rappresenta un esempio emblematico di paziente complesso, caratterizzato dalla coesistenza di alterazioni sviluppatesi durante l’uremia — come i disturbi del metabolismo osseo e minerale associati alla malattia renale cronica (osteoporosi, osteodistrofia renale, malattia ossea a bassa attività) — e di problematiche legate all’immunosoppressione, inclusi gli effetti indesiderati dei farmaci impiegati per prevenire e trattare il rigetto. L’osteoporosi, in particolare, può derivare sia dalla patologia ossea preesistente correlata all’uremia, sia dall’impiego dei trattamenti immunosoppressivi. La sua gestione nel paziente trapiantato richiede pertanto un approccio multidisciplinare che coinvolga nefrologi, reumatologi, ortopedici e fisiatri.

I progressi nella conoscenza dei meccanismi del complemento hanno favorito lo sviluppo di terapie mirate e strategie di inibizione efficaci, con importanti ricadute nella prevenzione delle recidive di SEUa, nel trattamento del rigetto e nella gestione delle complicanze post-trapianto. In questo scenario assume particolare importanza anche la valutazione della sostenibilità dei trattamenti e dell’appropriatezza prescrittiva, compreso l’utilizzo di biosimilari con pari efficacia e sicurezza.

Questa FAD asincrona offre un percorso formativo integrato che, attraverso videolezioni teoriche e casi clinici reali, supporta i professionisti sanitari nell’affrontare le principali criticità diagnostiche e terapeutiche legate alla SEUa e alla gestione delle complicanze precoci e tardive del trapianto renale, comprese quelle ossee, con un approccio fortemente orientato alla pratica clinica.


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