martedì 20 gennaio 2026

PERCORSI CARDIOVASCOLARI: IL PAZIENTE AL CENTRO TRA DISLIPIDEMIA E FIBRILLAZIONE ATRIALE

Id Provider: 33

Evento n°  466396 


Data inizio:  20/01/2026

Data fine:   15/01/2027     


Crediti assegnati: 30

Corso gratuito

https://coformed.sailportal.it/corsi/5817644/show


Le malattie cardiovascolari (MCV), insieme alle neoplasie, alle patologie respiratorie croniche e al diabete mellito, rappresentano a livello mondiale la principale causa di malattia, disabilità e morte, configurandosi come una delle più rilevanti sfide di sanità pubblica. Il loro impatto si riflette non solo in termini clinici, ma anche sul piano sociale ed economico, con conseguenze di ampia portata per individui e sistemi sanitari.

All’interno di questo ampio gruppo di patologie, le manifestazioni cliniche più comuni sono legate ai processi aterosclerotici e includono le cardiopatie ischemiche — come infarto miocardico acuto, sindrome coronarica acuta e angina pectoris — le malattie cerebrovascolari e le arteriopatie periferiche.

Tra i principali determinanti eziopatogenetici, l’ipercolesterolemia riveste un ruolo centrale. La relazione causale tra livelli persistentemente elevati di colesterolo LDL (C-LDL) e la progressione dell’aterosclerosi è ampiamente documentata. Numerosi studi clinici randomizzati e metanalisi hanno inoltre dimostrato che la terapia ipolipemizzante, sia in prevenzione primaria sia secondaria, è in grado di ridurre in modo significativo gli eventi cardiovascolari maggiori (MACE), la morbilità e la mortalità.

Il raggiungimento dei target lipidici raccomandati nei pazienti ad alto e molto alto rischio cardiovascolare richiede frequentemente l’impiego di strategie terapeutiche di combinazione tra diversi farmaci ipolipemizzanti. L’introduzione di nuove opzioni terapeutiche ha reso necessario un aggiornamento degli approcci alla gestione della dislipidemia, favorendo una revisione critica e personalizzata dei percorsi di cura.

Parallelamente, l’invecchiamento progressivo della popolazione sta determinando un aumento della prevalenza della fibrillazione atriale (FA), oggi l’aritmia sostenuta più comune nella popolazione generale. Dall’introduzione degli anticoagulanti orali diretti (DOAC), un numero crescente di evidenze ne ha confermato il profilo favorevole di efficacia e sicurezza rispetto alla terapia anticoagulante tradizionale.

La sfida attuale e futura non riguarda esclusivamente l’accuratezza diagnostica, ma anche la continuità della rivalutazione del paziente lungo l’intero percorso clinico-terapeutico. In questo contesto, risulta fondamentale un aggiornamento continuo della classe medica, volto a integrare le più recenti evidenze scientifiche e le nuove opportunità terapeutiche. Diventano pertanto prioritari la sensibilizzazione sull’importanza del raggiungimento dei target terapeutici e il rafforzamento dell’aderenza ai trattamenti, elementi imprescindibili per una gestione efficace del paziente ad alto rischio cardiovascolare.

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