giovedì 29 gennaio 2026

GUERRA E VIOLENZA

Id Provider: 18

Evento n° 472071 


Data inizio: 10/01/2026

Data fine:  09/01/2027    


Crediti assegnati: 5

Corso gratuito

https://stilemaeventi.it/event/guerra-e-violenza


In un’epoca segnata dalla diffusione dei conflitti armati, da forme pervasive di violenza collettiva e da una costante esposizione mediatica alle immagini di guerra, diventa sempre più urgente dotarsi di strumenti interpretativi capaci di comprendere i processi psicologici che alimentano aggressività, ostilità e dinamiche di sopraffazione. Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia psicoanalisi, psicologia sociale, etologia, filosofia e studi culturali, il ciclo Guerra e violenza si propone di offrire chiavi di lettura utili a esplorare le radici e gli effetti psichici, sociali e culturali dei fenomeni bellici.

Nicole Janigro affronta il pensiero di Sigmund Freud sulla distruttività umana, mostrando come guerra e violenza siano manifestazioni del conflitto interno tra pulsioni di vita ed energie di morte. A partire dai testi freudiani, dal Disagio della civiltà alla celebre corrispondenza con Einstein (Perché la guerra?), vengono analizzati i meccanismi psichici di scissione, negazione e disumanizzazione dell’altro, con particolare attenzione ai traumi collettivi, alle nevrosi di guerra e alla tensione costante tra un Io orientato alla pace e un Io incline al conflitto.

La lezione di Ugo Morelli si focalizza sulla distinzione tra aggressività, intesa come impulso naturale alla relazione e al confronto, e distruttività, considerata invece l’esito patologico dell’incapacità di riconoscere e accogliere la differenza. Riprendendo il pensiero di Franco Fornari ed Erich Fromm — che leggono la guerra come elaborazione paranoide del lutto e la distruttività come fuga dall’angoscia di morte — viene messa in evidenza l’importanza di sviluppare una cultura del conflitto come alternativa alla violenza. In questa prospettiva, cooperazione e conflitto emergono come dinamiche complementari e fisiologiche, mentre la rimozione del conflitto favorisce stereotipi, negazione e sopraffazione.

Romano Madera propone una rilettura del pensiero di Carl Gustav Jung sul tema della violenza, soffermandosi sul concetto di Ombra: tutto ciò che l’Io rifiuta e proietta all’esterno, trasformando l’altro in nemico o capro espiatorio. Attraverso il mito di Sigfrido e l’idea di una “guerra civile interiore”, viene evidenziato come la pace esterna non possa realizzarsi senza un confronto autentico con il conflitto intrapsichico. La violenza collettiva appare così come il risultato della rimozione del negativo e di processi di proiezione che intrecciano archetipi e dinamiche sociali.

Andrea Giardina analizza il contributo di Konrad Lorenz, fondatore dell’etologia moderna, approfondendo la sua teoria dell’aggressività innata e le sue implicazioni per la comprensione della violenza umana. La lezione distingue tra aggressività interspecifica e intraspecifica, esamina il ruolo evolutivo dei rituali inibitori e mette in luce la crisi contemporanea dei meccanismi naturali di contenimento, legata allo squilibrio tra sviluppo culturale e tempi biologici. Ampio spazio è dedicato anche alle riflessioni di Lorenz su ambiente, degenerazione culturale, manipolazione sociale e sull’effetto amplificante della tecnica sui processi distruttivi.

Infine, Gabriella Caramore offre una lettura filosofica della guerra attraverso il pensiero di Simone Weil, testimone lucida delle fratture del Novecento. Vengono approfonditi tre nuclei fondamentali: lo sguardo sulla storia dal punto di vista degli sconfitti, la responsabilità umana nell’uso degli strumenti di distruzione e la necessità di un pensiero aperto e non dogmatico, capace di orientare verso nuove forme di speranza. Una prospettiva che invita a coltivare uno sguardo ampio e consapevole, capace di tenere insieme vulnerabilità, responsabilità etica e riconoscimento dei limiti umani, elementi imprescindibili nei tempi di crisi e conflitto.


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