giovedì 22 gennaio 2026

FILOSOFIA, PSICOANALISI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: DIALOGO CREATIVO POSSIBILE?

Id Provider: 18

Evento n°     472885 

Data inizio:  22/01/2026

Data fine:  21/01/2027     


Crediti assegnati: 4

Corso gratuito

https://stilemaeventi.it/event/filosofia-psicoanalisi-e-intelligenza-artificiale-dialogo-creativo-possibile


Il corso “Filosofia, Psicoanalisi, Intelligenza Artificiale: dialogo creativo possibile?”, promosso dalla Fondazione Hapax, prende origine dall’omonima Giornata di Studio organizzata dall’Associazione Inconscio e Civiltà in collaborazione con la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica, svoltasi il 26 ottobre 2025. L’iniziativa si propone di esplorare se e in che misura discipline quali filosofia, psicoanalisi, semiotica, linguistica e psicosocioanalisi possano offrire strumenti interpretativi e critici utili a contrastare gli effetti potenzialmente negativi dell’intelligenza artificiale, attraverso forme di controllo consapevole e preventivo.

Il rapido e inarrestabile sviluppo dell’IA generativa, definibile come “perturbante” nel senso freudiano del termine, e il suo ambizioso progetto di costruire una sorta di “torre di Babele” del sapere e dei linguaggi umani, affiancano agli evidenti benefici in termini di efficienza e creatività anche rischi significativi. Tra questi emergono l’accentuazione delle disuguaglianze sociali e le possibili ripercussioni sull’equilibrio psichico delle persone, in particolare dei più giovani, in un contesto che alcuni autori definiscono di crescente “psicocrazia”.

Bartolomeo Mondrucchio, ingegnere informatico e professore ordinario di Scienze Informatiche presso il Politecnico di Torino, illustra i principi di funzionamento dell’IA e i suoi sviluppi più recenti, destinati a un’ulteriore accelerazione con l’introduzione dei computer quantistici. Secondo Mondrucchio, il futuro dell’IA dipenderà in larga misura dall’uso che ne faranno i suoi “padroni”, mentre la sua affidabilità in termini di rapporto tra verità e falsità sarà fortemente condizionata dalla qualità dei dati con cui viene addestrata: un predominio di fake news e informazioni di basso livello ne comprometterebbe inevitabilmente le prestazioni.

Davide Picca, professore di Semiotica Linguistica all’Università di Losanna, evidenzia come l’IA non possa possedere le capacità simbolopoietiche proprie dell’essere umano, configurandosi piuttosto come un potentissimo elaboratore e assemblatore di segni, lettere e numeri, operante secondo regole sviluppate dalla linguistica e dalla semiotica, con particolare riferimento al contributo teorico di Umberto Eco.

Luca Maria Possati, professore di Filosofia della Tecnologia all’Università di Twente, propone un’interpretazione originale dei fenomeni emergenti nell’interazione uomo-macchina attraverso l’applicazione di concetti fondamentali della psicoanalisi, quali transfert, proiezione, identificazione proiettiva e mimetica. Alcuni comportamenti dell’IA generativa, spesso definiti “allucinazioni”, possono essere letti come effetti non intenzionali della relazione uomo-macchina, intesa come relazione contenuto-contenitore nel senso di Wilfred Bion, e come espressione della dialettica tra conscio e inconscio. In questa prospettiva, la psicoanalisi può offrire un contributo rilevante alla comprensione e al possibile controllo dell’IA.

Stefano Tartaglia, professore di Psicologia Sociale all’Università di Torino, analizza i benefici derivanti da un uso consapevole di Internet e dell’IA in ambito formativo e informativo, mettendoli in relazione con i rischi psicologici e sociali legati a un utilizzo passivo dei dispositivi digitali. In particolare, bambini e adolescenti risultano esposti a un indebolimento del pensiero critico quando l’apprendimento viene delegato in modo acritico alla tecnologia, a scapito dello studio e della crescita personale responsabile.

Roberto Giorgio Maier, professore di Teologia e Filosofia Morale all’Università Cattolica, affronta le implicazioni antropologiche ed etiche della diffusione incontrollata dell’IA, soffermandosi sull’impatto che essa può esercitare sui sistemi di credenze, sulle modalità di pensiero e sulla gestione delle emozioni. Tali trasformazioni potrebbero condurre a mutamenti profondi e imprevedibili della forma mentis, fino a ipotizzare scenari riconducibili a una possibile deriva transumanista.

Lorenzo Curti, psicoanalista di orientamento lacaniano, presenta un caso clinico di un soggetto psicotico che intrattiene un dialogo con un sistema di IA, il quale tende a sostenere e rafforzare le sue convinzioni deliranti attraverso risposte compiacenti, producendo un apparente effetto di contenimento e razionalizzazione. Questo esempio mette in evidenza i limiti delle psicoterapie mediate da avatar artificiali, che possono offrire un supporto superficiale ma non sostituire l’esperienza trasformativa fondata sulla presenza reale e sulla relazione analitica.

Infine, Giuseppe Bottero, vicedirettore de La Stampa, analizza l’impatto dell’IA nel settore dei media, evidenziandone le potenzialità ma anche le criticità più rilevanti, tra cui la perdita di posti di lavoro, la violazione dei diritti d’autore e la diffusione di informazioni non verificate, non sottoposte al controllo di professionisti dell’informazione accreditati.

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